Nido d'Infanzia COLORADO

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 «Un giorno sul diretto Capranica-Viterbo vidi salire un uomo con un orecchio acerbo.
Non era tanto giovane, anzi era maturato, tutto, tranne l’orecchio, che acerbo era restato.
«Signore, gli dissi dunque, lei ha una certa età, di quell’orecchio verde che cosa se ne fa?»
Rispose gentilmente: «Dica pure che sono vecchio. Di giovane mi è rimasto soltanto quest’orecchio.
È un orecchio bambino, mi serve per capire le voci che i grandi non stanno mai a sentire:
ascolto quello che dicono gli alberi, gli uccelli, le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli,
capisco anche i bambini quando dicono cose che a un orecchio maturo sembrano misteriose…»
Così disse il signore con un orecchio acerbo Quel giorno sul diretto Capranica-Viterbo.»

Gianni Rodari

 

Essere educatori richiede di avere un orecchio acerbo, un orecchio bambino, che vuol dire aver conservato dentro di sé lo spirito dell’infanzia.
Vuol dire osservare il mondo e le cose così come le vede un bambino, ma restando adulto, con tutta l’esperienza di vita acquisita e maturata nel corso degli anni.

E «conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita - scrive Bruno Munari - vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare».
Avere un orecchio acerbo vuol dire avere la capacità di ascoltare, non solo di sentire, le voci che ci circondano, quelle che “i grandi non stanno mai a sentire”, vuol dire ascoltare le voci e le parole dei bambini.

La fantasia e l’immaginario sono luoghi di conoscenza dell’uomo, energie che bisogna utilizzare per penetrare la soglia misteriosa del reale. Le storie, i racconti, le narrazioni aprono le porte del possibile dove le esperienze vissute in profondità, consentono di varcare la soglia dell’immaginario dove si vedono le cose anche se si tengono gli occhi aperti. Attraverso le storie i bambini trasformano, cambiano, sognano e agiscono  per sconvolgere i rapporti tra le “cose”e tendere alla creazione di un mondo in cui poter trovare il meraviglioso, l’incanto.

Noi sappiamo le cose che sappiamo sui bambini perché rimaniamo in loro ascolto, un ascolto attento, competente, sottile che ci mette in un tempo e in uno spazio altro, che ci allena a vedere quello che loro vedono.

Colorado rappresenta la possibilità quotidiana per ogni bambino di avere incontri con più materiali, linguaggi, più punti di vista. Contesto sensibile capace di motivare, sostenere e alimentare i processi conoscitivi dei bambini, accentuando la loro specificità ed unicità. Luoghi della creatività che danno un ruolo centrale al fare dei bambini, che consentono libertà di espressione e la supportano in molte direzioni.

I progetti educativi sono la risultante di una  riflessione condivisa a partire dall’ osservazione dei bambini e si realizzano attraverso processi che RI-DEFINISCONO la relazione tra materie e materiali e lo spazio che li accoglie in una visione sistemica del processo educativo.

 

“La mia casa è piccola ma le sue finestre si aprono su un mondo infinito” Confucio

Nido d’infanzia come LUOGO: elemento catalizzatore di trasformazione che profuma di storia e di infinito.

Il nostro essere con i bambini deriva da un pensiero educativo che considera il nido come realtà di vita dove tutti i luoghi sono vissuti e nessuno è marginalizzato, dove ogni ambiente è valorizzato per le sue potenzialità.

Da Maria Montessori  al pensiero costruttivista a Loris Malaguzzi fino ad arrivare alle neuroscienze sono tante le teorie di riferimento quando si parla di apprendimenti.

L’esperienza di Reggio Children e di Loris Malaguzzi, che caratterizza il nostro stile educativo, si distingue per  aver riconosciuto la necessità  di continuare a fare ricerca per prepararsi ai mutamenti e a dare le risposte che più convengono a difesa del rafforzamento del benessere dei bambini e del lavoro creativo degli insegnanti. Malaguzzi può essere considerato un movimentista della pedagogia: osservava quotidianamente i bambini, confrontava le proprie conoscenze e teorie, sempre pronto a mettere in discussione, a rilanciare, ad approfondire, a sperimentare.

"L'evoluzione del pensiero e dell'opera di Malaguzzi è segnata dalle sue scelte professionali e politiche. Possiamo riconoscere nella sua formazione alcuni interessi intellettuali particolari che fanno riferimento alle opere di Piaget, Dewey, Vygotski...oltre che a vari romanzi, poesie, importanti opere letterarie. Questa iniziale ortodossia psicologico-politica viene interrotta quando introduce nella sua formazione l'arte, gli studi neurologici, la biologia, la chimica e le teorie dei sistemi complessi. Analizzando il suo pensiero e la sua opera abbiamo trovato la presenza di pedagogisti, psicologi, ma anche scienziati, linguisti, folosofi, artisti come Freinet, Freire, Klee, Montessori, Mead, Sartre... Il suo metodo di studio è come quello di chi si cimenta con un puzzle senza conoscerne l'immagine finale.

Di fatto non è prigioniero delle idee di nessuno; gli piace attingere da tutte le fonti per muovere le proprie acque. Rende attuali e metabolizza gli autori. La pedagogia malaguzziana è complessa: si permette interpretazioni soggettive, divergenti e indipendenti sul mondo; si pone in modo scettico rispetto alle certezze passate, presenti, future; è in grado di affrancarsi dai canoni egemonici della pedagogia e della psicologia. La pedagogia di Malaguzzi è estetica per la sua capacità di mostrare l'essenziale attraverso relazioni nuove, con accostamenti apparentemente lontani. Per la sua tensione a trasgredire se stessa senza tradirsi e per la sua attitudine verso una comunicazione geroglifica, metaforica, simbolica, che moltiplica la nostra immagine del mondo e dell'infanzia". (Sandra Piccinini)

Questo mestiere costituisce un’occasione per non dimenticare la propria infanzia, ma può anche essere un’opportunità per contribuire e partecipare allo sviluppo di tante infanzie, mantenendo sempre viva la nostra che torna ad apparirci, a volte anche inaspettatamente, nelle storie e nelle esperienze dei bambini e delle famiglie che incontriamo.  E’ una memoria che si fa strumento per generare nuove emozioni, nuovi saperi, perché una memoria che lavora in entrambi i sensi. Un’occasione, infine, per coltivare utopie intese come possibilità e capacità di immaginare possibili scenari, nuovi orizzonti, nuovi traguardi, scoprendo che a volte le utopie diventano realizzabili.

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COMUNITA3

Nido d'infanzia Colorado
Via Traversa San Giorgio, 16
41012 Carpi (Mo)

Tel: 059 664174
e-mail: nidocolorado@gmail.com
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