Scuola dell'Infanzia MATILDE CAPELLO

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Pubblicazioni

Ciò che è importante in una storia, non è l’intrigo, le cose o le persone, ma le relazioni tra loro. La storia è un aggregato di relazioni formali disperse nel tempo. (Bateson)

Documentare significa: scegliere, selezionare, assumere un punto di vista, assumere un punto d’osservazione per raccontare un piccolo spazio di vita, un’esperienza particolare collocata in un tempo definito.

Non si tratta di aggiungere significato a ciò che accade, ma di metterlo a fuoco arrivando al cuore delle piccole cose.

Le piccole cose della quotidianità diventano speciali se incontrano uno sguardo che le accoglie, le fissa e le mette in valore per ricordarle.


Un selfie specialeLa realizzazione di un ritratto fa riferimento alla storia personale di ciascun bambino, alla costruzione della sua identità. L'esperienza grafica si alimenta del fare osservazione, impara a vedere il tutto e le parti. Un ritratto non è fatto solo di osservazioni, ma anche di considerazioni e sentimenti, positivi o negativi che siano, e tutto questo non traspare solo nel prodotto finale, ma anche dal percorso che lo sostiene.

Incontro con lo spazio

 

Costruire la teoria a partire dall'esperienza.

Il mondo è in un processo continuo di cambiamento, allo stesso modo cambia costantemente tutto ciò che gli appartiene.

Il sistema solareDa cosa nasce una progettazione, da cosa nasce una ricerca, da cosa nasce e si sviluppa l’interesse di un gruppo di bambini?
…da una parola, da uno sguardo d’intesa, da una mano tesa da una educatrice o da un amico… Dario: “Questa mattina il telegiornale del meteo di canale 5 ha detto che probabilmente ci sarà nuvoloso e non pioverà!”

USCIAMO? USCIAMO A CERCARE COSA?
USCIAMO A OSSERVARE COSA E CON CHE STRUMENTI?

Usciamo ad osservare il  tempo atmosferico…ma in cielo cosa troviamo...il sole…la luna…i pianeti…come si muovono i pianeti e perché…I libri presenti in sezione sul sistema solare ci supportano nelle nostre ricerche e danno una prima risposta alle nostre numerose domande. MA COME CONTINUARE?

Fuori 3 anni 2016 2017

 

 

Perché stare fuori?
Perché stare fuori come scelta educativa?
Perché abbiamo bisogno di riconnetterci con ciò che la natura ci offre, che c’è e che c’è sempre stato: i suoi ritmi, i suoi colori, i suoi suoni, i suoi abitanti, ma anche i suoi ostacoli, le difficoltà e le scomodità che stare fuori comporta.
Il mondo così come è fatto è il posto dove siamo chiamati a vivere e che dobbiamo conoscere per poterlo amare e lasciarci educare da esso.
Il fuori è un mondo di processi da comprendere e apprendere, di necessità da fronteggiare, di bellezza da guardare…

Gesto grafico 2015 2016

 

“Ogni segno, da solo, sembra morto. Cos’è che gli dà vita? Nell’uso esso vive. Ha in sé l’alito vitale? O l’uso è il suo respiro?” (Ludwig Wittgenstein)

Ambientamento

 

Sostenere i processi di ambientamento triadico significa
organizzare uno spazio affinché sia accogliente e
capace di sollecitare curiosità e
desiderio di esplorazione.  Uno spazio che aiuti a moltiplicare, a portare all’ennesima potenza interessi, competenze, potenzialità di coloro che lo abitano (bambini e adulti), permettendo a queste intenzionalità di rendersi palesi, di strutturarsi, di consolidarsi, per poter giungere a quella che è la piena e, differente, forma di sviluppo di ciascuno.

ACCOGLIERE predisponendo
CONTESTI in cui
esercitare la LIBERTA’.

Natale il tempo della gioia 2016

 

La parola avvento deriva dal latino adventus e significa "venuta" anche se, nell'accezione più diffusa, viene indicato come "attesa". Il Natale ci insegna il valore e la bellezza di tutto ciò che l’attesa comporta: sogni, aspettative, desideri. «Attendere» non sempre significa restare passivi, fermi. Il tempo lento dell’attesa può essere qualcosa di prezioso, in cui osservare ciò che nella frenesia di tutti i giorni non riusciamo a vedere, per riflettere su ciò che realmente ci serve, su ciò che conta.

Graficamente 2015 2016

Vivere a scuola dell’infanzia significa creare e sperimentare contesti educativi in cui bambini e adulti costruiscono insieme i loro percorsi di crescita e di conoscenza.
E’ fondamentale CAMBIARE, trasformare ciò che esiste in ciò che sarà o potrebbe essere.
Questo progetto educativo vuole rendere visibile e partecipe i processi di pensiero e di apprendimento che bambine e bambini hanno messo in campo indagando l’ambiente esterno (outdoor education), naturale, e come questo viene sperimentato all’interno (indoor education).

Parola per comprendere1

Io amo la scuola perché ci educa al vero, al bene e al bello. Vanno insieme tutti e tre. L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla.

La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ingredienti. Ecco perché ci sono tante discipline! Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo, eccetera. Per esempio, se studio questa Piazza, Piazza San Pietro, apprendo cose di architettura, di storia, di religione, anche di astronomia e l’obelisco richiama il sole, ma pochi sanno che questa piazza è anche una grande meridiana.

In questo modo coltiviamo in noi il vero, il bene e il bello; e impariamo che queste tre dimensioni non sono mai separate, ma sempre intrecciate.

Papa Francesco, 10 Maggio 2014

Ricercatori di luce

La presenza di contesti all’interno della scuola in cui i bambini e le bambine sono stati liberi di esplorare e sperimentare i fenomeni luminosi è stata l’occasione per osservare il sorgere di un interesse sui giochi di luce, sull’interazione tra la luce e i diversi materiali che è stato motore di processi di apprendimento importanti, fatti di contagi e negoziazioni.

Le uscite all’atelier Raggio di luce di Reggio Emilia hanno permesso a tutto il gruppo sezione di co-costruire un insieme di conoscenze e riflessioni che si sono strutturate in competenze. 

Il diritto di essere bambini

Per capire l’infanzia ognuno deve fare memoria, cioè ripensarsi bambino. E per far questo è bene porsi alcune domande: cosa amavamo fare? dove giocavamo? con chi ci piaceva stare?

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

La data ricorda l'approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Convention on the Rigths of the Child) approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. Costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo.
Il documento resta un riferimento costante, anche nel mondo della scuola, per RIFLETTERE E RICORDARE i diritti fondamentali dei bambini e dei ragazzi della cultura e dell'uguaglianza.

At home everywhereIn questo percorso formativo i bambini si accostano alla comprensione della nuova lingua spinti dalla necessità di partecipare ai giochi che l'educatore propone in inglese. La lingua straniera viene trasmessa come una naturale espressione del pensiero e dell'azione.
Il vero obiettivo è quello di indirizzare i bambini all'inglese nella stessa maniera in cui loro stessi apprendono la loro lingua madre; utilizzando il gioco come sistema di apprendimento, il bambino imparerà l'inglese naturalmente.
Una progettualità flessibile alla base dell'operato degli educatori che devono saper cogliere, sulla scia degli interessi e dell'età dei bambini, quali attività e strategie siano più funzionali a sostenere i meccanismi d'apprendimento.

Movimenti nel mondo

Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che varranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?

Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto d’uso e abuso.

La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme.

Papa Francesco dall’enciclica “Laudato Si’” 

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