Scuola dell'Infanzia MATILDE CAPELLO

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Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare. Daniel Pennac
“La passione della ragione” Loris Malaguzzi
“Gli alberi sono come noi e noi siamo come alberi, ognuno con il proprio carattere, struttura fisica e fortuna. Osservando le piante, tutti ci possiamo riconoscere nell’una o nell’altra perché anch’esse, come noi, possiedono una personalità, un modo di vivere, un’educazione, una cultura.” Mauro Corona
“Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto” Vincent Van Gogh
Lasciate tranquilli quelli che crescono, fate posto perché vivano, non gli fate trovare tutto pensato, non gli leggete lo stesso libro, lasciate che scoprano l’amore e che diano un nome ai loro baci. Pablo Neruda

DSC 0017Quelli della natura sono luoghi importanti perché autentici e pieni di vita non irrigidita da regole e tempi, perché dove si può esplorare ludicamente, c’è IMG 0213sempre esperienza.
Lavorare sui valori dell’ambiente esterno significa oggi, ricercare un’ecologia dei luoghi, in cui la dimensione etica e quella estetica convivono per risvegliare, sollecitare sensazioni ed emozioni, sostenere la tensione a conoscere. I bambini e le bambine, l’infanzia, hanno diritto ad abitare i luoghi, trovare condizioni di benessere ed emozioni, l’ambiente esterno è un luogo in cui i bambini vanno con un approccio spontaneo di ricerca.

Nella nostra quotidianità vogliamo riscoprire un’alleanza tra dentro e fuori, rileggendo ciò che è esterno per aprirci ad un approccio ecologico e sostenibile.

La nostra sfida è quella di comprendere gli alfabeti, i codici, le narrazioni dell’ambiente esterno naturale in relazione ai linguaggi dei bambini, sensibilizzando anima e pensiero. “Non vogliamo il bel giardino” pensiamo ad esperienze semplici e autentiche sollecitate dalla disponibilità dell’ambiente: giochi di equilibrio, posti segreti dove nascondersi e ritrovarsi, giocare con la terra e i rami, luoghi di osservazione della natura .

L’autenticità dei bambini nel vivere la natura deve essere per noi, nello spirito del giardino fin dal suo studio. 

Immagine1Il giardino e l’ambiente esterno quindi, diventano contesti sensibili per avvicinare valori e significati sul ciclo della vita attraverso azioni educative; possonoDSC 0628 essere zone prossimali di conoscenza di concettualità essenziali come la stagionalità, la trasformazione, il valore del tempo, la luminosità.

Contesti di esperienza in cui i bambini possono giocare con l’aria, la terra, l’erba, le piante, gli animali, cogliere i fiori ed i frutti, sentirne odori e fragranze, entrare nelle pozzanghere per sentire il suono dell’acqua, sfiorare l’erba o sdraiarsi sopra un manto erboso.

Esperienze queste, che attivano una immersione polisensoriale e multiprospettica delle cose che circondano i bambini, sollecitando, risvegliando, allenando pensieri, sguardi ed emozioni, abituando i sensi a non intorpidirsi.

DSC 1424Progettare un contesto polisensoriale nel verde può apparire un paradosso se si pensa che la natura è di per sé un contesto vitale in cui le percezioniDSC 0716 sensoriali, da parte del soggetto, si attivano e si potenziano per immersione.

E’ un contesto polisensoriale, un ecosistema in cui sensorialità, relazioni, movimenti prendono corpo, si sviluppano, si potenziano nella dinamica reciproca tra la natura stessa e il soggetto che la vive. l’idea è di ricercare, progettare qualcosa che si possa sintonizzare con la vitalità, la polisensorialità, la ricchezza della natura. ma non solo: la presenza del soggetto , cioè di chi si pone in una dimensione di relazione.

Nella scuola il soggetto è rappresentato dalla comunità di bambini e di adulti che la abitano, intesa come gruppo di individui che da soli e insieme apprendono e crescono, all’interno dei contesti quotidiani di gioco, approfondimento, ricerca.

Questa dimensione collettiva, di grande espansione relazionale, crediamo sia anche una condizione che può amplificare i vissuti sensoriali di ognuno: le percezioni dell’uno si intrecciano con quelle dell’altro, sulla base delle differenze individuali, in termini di sensibilità, abilità, sviluppo motorio.

Una piccola città, polis, verde nel giardino della scuola in cui toccare, annusare, osservare, ascoltare, e perché no, assaggiare e assaporare in senso fisico ma anche metaforico, gli incontri che avverranno.

20180223 104250Abbiamo cercato per un lungo tempo qualche cosa che potesse corrispondere all’idea diDSC 0725 spaesamento, e dopo riflessioni e progettualità ci siamo chiesti: "Chi di noi da bambino non ha mai sognato una casetta speciale, costruita tra i rami di un meraviglioso albero?"

Un luogo magico e segreto nel quale far volare la fantasia , una zona di prolungamento, lente di ingrandimento per studiare il mondo che ci circonda, per favorire la sperimentazione di prospettive visive inconsuete.

L’osservatorio sull’albero rappresenta una finestra sul parco,   diventa  “allenatore” di uno sguardo altro che, uscendo dal solito, si apre ad immagini speciali attraverso scorci inusuali, spazio di ricerca quotidiana.

Nell’osservatorio i bambini possono trovare una lavagna , gessetti, binocoli , bussole e fogli per appunti. Il bambino guarda ed osserva con curiosità ma nello stesso tempo si cela agli sguardi degli altri, così l’osservatorio sull’albero è anche un luogo raccolto in cui i bambini ritrovano momenti di sosta per sedimentare conoscenze, emozioni e relazioni; per scoprire l’incanto dell’ascolto. Rifugio dove nascondersi e ritrovarsi; luogo di narrazione.

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La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.
 Albert Einstein

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